Trovare il commercialista giusto

Il passo più importante per chi apre una partita Iva è trovare un buon commercialista. Detto così sembrerebbe la cosa più facile del mondo. In realtà non lo è. Secondo una ricerca fatta dal nostro giornale, molti titolari di partita Iva interpellati si sono dichiarati insoddisfatti del lavoro svolto dal proprio professionista di fiducia. Nella maggior parte dei casi la motivazione dipende dal fatto che “fa pagare troppe tasse”.
Non è proprio così. Infatti il commercialista altro non fa che applicare le regole fiscali imposte dalle leggi dello Stato. Piuttosto bisogna segnalare che, come per tutte le professioni, ci sono differenze di approccio nella gestione di alcune problematiche e nei rapporti con il cliente. Alle quali si aggiungono la questione dei costi, della disponibilità, della capacità di farsi capire. Allora, quali sono le regole da seguire per scegliere il commercialista giusto? Per non sbagliare, o meglio, per sbagliare il meno possibile vale la regola del 6.

1) Sa usare Internet

Un commercialista che richiede tutti i documenti stampati e inviati con raccomandata oppure portati di persona nel suo studio appartiene ad altri tempi. Ci sono documenti che vanno presentati in originale, è vero, ma ormai quasi tutto può essere inviato attraverso la posta elettronica. Quindi, la prima domanda da fare è: “Posso inviare i documenti via mail?” Se risponde no, è meglio cambiare aria.

2) Lavora nella stessa città

Per alcuni professionisti lavorare a distanza può rappresentare un vantaggio, ma una soluzione del genere non va bene per tutti. Il commercialista di fiducia dovrebbe operare in zona perché può seguire il cliente più facilmente nelle pratiche presso gli uffici pubblici. Se  c’è bisogno di andare all’Inps o all’Agenzia delle Entrate cui fa riferimento l’assistito, uno studio che lavora da remoto dovrà per forza di cose appoggiarsi a un collega della zona. In quel caso i costi aggiuntivi renderanno vano il risparmio di partenza. Inoltre, alcuni argomenti è preferibile trattarli di persona. Ci sono cose che un commercialista non ci dirà mai al telefono o via email.

3) Parla come mangia

Chiudere la telefonata con il proprio commercialista e aprire il vocabolario per capire cosa ha detto è un’esperienza umiliante. Un commercialista deve essere in grado di spiegarsi in parole semplici. Non c’è nulla di peggio che pagare solo perché l’ha detto lui, senza averne capito il vero motivo. Con questo non si pretende certo di ottenere una laurea in economia semplicemente parlando con il proprio consulente fiscale. Tuttavia, un professionista capace di fare esempi pratici ha sicuramente una marcia in più.

4) Conosce il settore

Prima di scegliere il commercialista è bene rivolgersi ad amici o conoscenti che operano nello stesso settore e che hanno fatto un po’ di esperienza. Il parere di chi si è già trovato a che fare con quel determinato professionista equivale a una vera e propria lettera di raccomandazione. Non esiste il commercialista tuttologo. Se ha molti clienti che operano nello stesso settore, le sue risposte saranno più veloci perché non dovrà documentarsi tutte le volte che gli verrà chiesto qualcosa. Gestire la partita Iva di un negozio di frutta e verdura non è come curare quella di un consulente informatico.

5) Informa tempestivamente

Un commercialista che chiama solo per annunciare la mazzata di tasse che sta per arrivare si è mosso in ritardo. Il suo compito è anche quello di guidare il cliente e metterlo in guardia al momento giusto. Ci sono casi in cui conviene addirittura fermarsi e non lavorare pur di non vedere tutto sfumare in tasse. Il commercialista da scegliere è una persona capace di tenere sotto controllo i conti del cliente e avvisare quando, per esempio, è il caso di fargli rimandare l’emissione di una fattura.

6) Ha un tariffario chiaro

Si fa presto a partire con una cifra annuale bassa e poi vederci appioppare 50 o 100 euro tutte le volte che chiediamo una piccola prestazione aggiuntiva. Per tenere i costi sotto controllo è bene chiedere al commercialista, all’inizio del rapporto di consulenza, il listino dei prezzi che vengono applicati alle eventuali richieste di prestazioni supplementari.

 

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